Ingiunzioni genitoriali

 

inngiunzioni genitoriali1

I divieti genitoriali – verbali e non verbali – inviati nella prima infanzia, sono percepiti, colti, elaborati ed interpretati dal bambino in modo personale, al di là del significato stesso delle ingiunzioni: egli percepisce più dalle parole delle parole dette, ciò che mamma e papà pensano di lui/lei. Sulla base di questo scriverà il copione della sua vita.

Le ingiunzioni altro non sono se non messaggi negativi e restrittivi emessi dal genitore (nel suo Stato dell’Io Bambino) al figlio e immagazzinati dal bambino (nel suo Stato dell’Io Bambino). Non sono sempre e solo avvertiti  parole, ma per lo più come emozioni e sensazioni corporee rispecchiate nel comportamento. E non potrebbe essere diversamente visto che sono dati nella I° infanzia precedentemente all’acquisizione del linguaggio; tuttavia, possono continuare ad essere impartite fino ai 6 e gli 8 anni.

Le ingiunzioni genitoriali giungono al bambino come degli “stop” per ciò che fa, pensa, dice o sente attraverso il “non si deve…” piuttosto che il “si può o si potrebbe fare…” e, in particolare, sono emessi contro la persona invece che allo specifico comportamento.

Nel corso del processo educativo le regole sono per lo più degli standard ai quali il bambino è sottoposto sia con le parole, sia col non verbale.

Sovente sono chiesti, al bambino, comportamenti che rasentano (ed esigono) la perfezione e lo sottopongono ad agiti alquanto complessi rispetto alla sua capacità di comprensione o di azione. In tali casi, il bambino, si sente inadeguato, incapace e indegno di essere amato da mamma e papà provando un senso di disagio generalizzato, soprattutto se tali messaggi inadeguati sono emessi con frequenza.

Egli, così, può iniziare a farsi un’idea su di sé e prendere delle decisioni per la sua vita presente e futura. In questo modo, troverà e utilizzerà delle strategie per sopravvivere nel qui e ora al fine di gestire, nel modo migliore per lui, il suo disagio e il suo senso di inadeguatezza.  Senso di inadeguatezza e vergogna che emerge in conseguenza non solo dei messaggi verbali, ma anche di quelli non verbali: se mamma o papà esprimono un’espressione di biasimo il bambino si sentirà inibito e bloccato dalla percezione di disgusto o disprezzo.

Se il genitore ama il suo bambino in quanto persona e, dunque, a prescindere dai suoi comportamenti egli si sentirà adeguato anche nell’errore. Se, invero, il genitore ama il suo bambino per ciò che fa quale oggetto che testimonia l’abilità materna o paterna, il figlio si sentirà percepito come strumento di successo e per ottenere l’amore e l’approvazione delle persone per lui importanti.

Le ingiunzioni genitoriali sono le seguenti:

Non essere (Non esistere);

Non essere te stesso;

Non essere piccolo (Non essere un bambino);

Non crescere;

Non farcela (Non riuscire);

Non (Non fare niente);

Non essere importante;

Non far parte (Non appartenere);

Non essere intimo (fisicamente e psicologicamente);

Non essere sano (Non star bene fisicamente e psicologicamente);

Non pensare;

Non sentire;

Saranno prese in esame singolarmente al fine di capire quali significati (verbali e non verbali) sottendono tali messaggi e trovare le modalità per evitarli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...