Non Appartenere (Non Far Parte)

non appartenereL’ingiunzione Non appartenere è direttamente legata ad esperienze caratterizzate da estraneità ed esclusione.

Implica il pensarsi (il sentirsi e il senso di essere giudicati dagli altri) diversi, non accettati e con l’aspettativa di essere lasciati da parte, abbandonati, non considerati. Tali pensieri ed aspettative possono, ragionevolmente, essere legati a memorie di vissuti ed emozioni infantili, conseguenti alle interazioni con le figure significative. Da queste ultime, infatti, si è sentito (e, talvolta è stato) trattato come diverso rispetto ad altri componenti della famiglia e agli altri bambini.

Sentitosi lasciato da parte, il bambino, a sua volta, decide di autoescludersi e tenersi distante (aspetto strategico dell’ingiunzione) per mantenere la maggiore vicinanza possibile all’altro sentito poco disponibile alla condivisione e per riducerre il dolore per la mancata risposta al suo bisogno d’ accudimento.

L’ingiunzione Non appartenere è alquanto intesa e appare come un modo di agire, un comportamento e una modalità cognitiva propria della strategia di deattivazione [⇒l’individuo abbandona i suoi tentativi di ricerca di prossimità, deattivando il sistema di attaccamento senza aver ristabilito la sicurezza e cerca di far fronte al pericolo da solo] .

L’esperienza di non appartenenza pare collegata ad un minore ascolto di sé, dell’altro e di contatto creativo con il mondo, sentito come luogo popolato di estranei in cui muoversi ansiosamente e in solitudine: un mondo nel quale difendersi.

Ciò si accompagna alla riduzione delle capacità di gestire la realtà concreta, per una maggiore tendenza a rapportarsi con il mondo secondo un controllo rigido e regole non assimilate attraverso la riflessione.

Infine, a causa di tale ingiunzione sono presenti  modelli di pensiero, di azione ed emotivi disorganizzati e privi di direzione.

E’ presente, nelle persone con tale ingiunzione, una modalità di attaccamento in cui la persona è stata tenuta a distanza, spesso allontanata anche in malo modo, privata della guida adulta nell’entrare in contatto con l’ambiente e, soprattutto,  dell’esercizio di interazione con la mente dell’altro fondamentale per costruire buone capacità di contatto con sé e di relazione con gli altri.

Le frasi-messaggio esemplificative con le quali – inconsapevolmente – si invia tale ingiunzione:

  • Guardati da certe compagnie.

  • Meglio solo…

  • Sei timido e non farai mai amicizia con nessuno!

  • Vedi come sei diverso dagli altri? Gli altri giocano con gli amichetti e tu? Sempre attaccato alla mia gonna!

  • Quanto sei difficile! Possibile che non riesci ad inserirti in nessun gruppo? Sei troppo diverso dagli altri!

  • Tu sei un bambino speciale, diverso dagli altri. Lascia perdere questi bambini, non sono degni di te e non ti capirebbero!

I genitori possono inviare tale messaggio ingiuntivo, anche, per la loro incapacità nei rapporti sociali: in questo caso il messaggio è inviato o facendo del figlio il capro espiatorio o dicendogli di continuo di essere una persona speciale e, comunque, diversa.

Inoltre, se i genitori si comportano, continuamente, come se dovessero trovarsi da qualche altra parte, è difficile per il bambino sapere di che cosa fa parte. Egli potrebbe sentire sempre che anche lui non appartiene a nessun posto – anche se è nato in Italia, in Svezia o in America.

L’incapacità genitoriale ad avere relazioni sociali può essere inviata e trasmessa ai figli che divengono la continuità del disagio genitoriale stesso.

 

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