Non Esistere!

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L’ingiunzione Non Esistere è legata al messaggio più letale che il bambino possa (decidere di…) interiorizzare per farne la base del proprio copione di vita.

E’ caratterizzato da un atteggiamento di svalutazione di sé, della propria presenza nel mondo e del diritto di vivere.

Non a caso, le persone rivelano nel questionario Espero, punteggi elevati nelle seguenti affermazioni:

  • sarebbe stato meglio per me non nascere;
  • alle volte la vita mi sembra così dura che sarebbe meglio morire;
  • sarebbe meglio che la vita fosse molto breve;
  • la gente si accorgerà di quanto valgo solo dopo che sarò scomparso;
  • credo che la vita non abbia alcun senso;
  • non so cosa ci sto a fare in questo mondo.

Il genitore che si sente minacciato dalla presenza del figlio piccolo può, in modo inconsapevole, inviare messaggi al bambino con contenuti omicidi: una madre che dopo le gravidanze troppo ravvicinate, ha bisogno di ricevere attenzione per i propri bisogni.

Sicuramente, può sentirsi arrabbiata e frustrata proprio per il fatto di non poterli soddisfare e dover accudire i figli. Per tale motivo, tenderà a reprimere la sua rabbia per via dei sensi di colpa che ne conseguono, trasmettendo, indirettamente e incosapevolmente, il suo rifiuto al neonato.

Allo stesso modo, un padre che si accorge delle attenzioni date dalla moglie al figlio appena nato, può rivivere l’esperienza infantile legata alla gelosia per il fratellino: per tale ragione può spaventarsi e avere paura di perdere l’amore della madre. L’unico modo di riavere le attenzioni della madre è eliminare il neonato. Tale vissuto infantile può riproporsi con la nascita del figlio al quale, inconsapevolmente ed indirettamente, invia il messaggio: “Vorrei che non fossi mai nato!”.

E’ chiaro che nessun genitore invia tale messaggio direttamente e con chiara coscienza e, comunque, non significa che egli sia un cattivo genitore, ma solo una persona che vuole sottolineare il proprio diritto di esistere che gli è stato, probabilmente, negato durante l’infanzia.

Per tale ragione è di fondamentale importanza per i genitori con vissuti simili a quelli appena descritti, prendersi cura di questo vitale aspetto per potersi dare il permesso di ESISTERE  considerando ed agendo il proprio bisogno di riconoscimento, di carezze, di attenzione per i propri bisogni che attraversando le generazioni, arriva inevitabilmente ai propri figli.

Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli

è ciò che ognuno ha da dire a se stesso per riconoscere ed agire i propri bisogni (passati e presenti) e, in ultima analisi, riconoscere ed agire i bisogni dei propri figli. 

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