Non Essere Importante

non essere importante.2.1Se non diamo al bambino il permesso di parlare a tavola, inviamo il messaggio «I bambini si devono vedere, ma non si devono sentire». E se, quando parla, lo svalitiamo sia in ciò che dice sia nella sua presenza e in qualsiasi modo, inviamo il messaggio ingiuntivo «Non Essere Importante».

Tale ingiunzione può passare attraverso una serie di svalutazioni rispetto a richieste, affermazioni, azioni o espressioni di sé, del bambino.

Per esempio: situazioni in cui si è a tavola o al parco giochi e si preferisce dare ascolto a qualcun altro; o proseguire la conversazione con altre persone presenti, invece di concedere al(la) bambino/a lo spazio che richiede e del quale ha bisogno, soffermandosi su ciò che tenta di dire. Oppure stiamo facendo qualcosa, siamo al computer o stiamo guardando la TV e proviamo fastidio o proviamo irritazione quando nostro figlio/a cerca di comunicare con noi e lo respingiamo, oppure facciamo finta di ascoltarlo. Situazioni come queste o simili se reiterate nel tempo possono far passare la sensazione, cioè il messaggio, che lui o lei non sono legittimati ad avere attenzioni, si sentono poco considerati o si sentono spesso ignorati, in altre parole si sentono per l’appunto poco importanti.

Si tratta, a ben vedere, di una spinta negativa [«Sminuisciti!»] il cui ordine sottostante interno, raccomanda al soggetto di non sentirsi una persona di valore. Quello che fa, sente, dice, pensa o percepisce, non ha molto valore ai suoi stessi occhi e tutto quello che, invece, tende a potenziare o riconoscere le sue qualità è minimizzato o deprezzato.

La persona (il bambino prima e l’adulto poi) agisce il tipico comportamento, molto usuale, di chi non fa caso, sminuisce o devia un complimento, magari mettendo subito in evidenza una sua parte manchevole o deficitaria.

Alla base di tale ingiunzione sono presenti tali messaggi:

  • Devi pensarla come la penso io;
  • I tuoi bisogni, i tuoi pensieri, i tuoi desideri non sono importanti;
  • Tutto ciò che fai non ha importanza e se riesci è solo perché hai avuto fortuna.

La persona (bambino o adulto che sia) con decide di prendere e credere a tale ingiunzione agisce sulla base di continue autosvalutazioni:

  • Subisce dagli altri;
  • Si sottovaluta;
  • Non esprime i suoi pensiri, sentimenti e desideri perché non importanti;
  • Ritiene gli altri migliori di sé e più importanti;
  • Dipende dall’approvazione degli altri anche se sminuisce i complimenti ai quali non crede;
  • Agisce secondo il volere altrui.

 

Agisce, in ultima analisi, passivamente subento dall’esterno e impedendosi di essere assertivo.

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