Non Essere Te Stesso!

non essere te .1.2Questa  ingiunzione è insita nel messaggio dato, soprattutto, al bambino nato del sesso “sbagliato”.

Se la madre ha tre maschi e ne nasce un quarto, ella può decidere di trasformare tale figlio nella figlia che tanto desiderava.

Se bambino di sesso maschile vede che le sorelle ricevono un trattamento di favore, può interpretare ciò come: Non essere un maschio o non avrai mai niente e avere problemi ad identificarsi sessualmente.

Se, inoltre, un papà non riesce a sopportare di avere la quarta femmina, può decidere di  insegnare a questa atteggiamenti tipicamente maschili  e da “uomo”.

Non Essere Te Stesso è il comando interiore di chi DEVE continuamente confrontarsi mediante la maschera, simulare emozioni che non ha ed esprimere pensieri ed identità che non gli appartengono; forse perché percepisce tutto questo come protettivo, rinunciando a manifestare se stesso in maniera autentica – anche in termini di bisogni -,  mancando di assertività e costruendo rapporti fittizi ed inconcludenti.

L’ingiunzione Non Essere Te Stesso indica, dunque, la non accettazione della propria identità di genere associata al desiderio insoddisfatto di appartenere al sesso opposto al proprio.

Tra gli items della scala Non Essere Te Stesso (Questionario ESPERO) si ritrovano alti punteggi rispetto alle seguenti affermazioni:

  • forse sono del sesso sbagliato;

  • non amo essere del sesso che sono;

  • a volte vorrei essere nel corpo di una persona di sesso diverso dal mio;

  • spesso ho voglia di essere diverso sessualmente da come sono;

  • se avessi potuto scegliere sarei nato di sesso diverso dal mio.

Le persone con l’ingiunzione Non Essere Te Stesso sperimentano (e hanno sperimentato) nelle relazioni,  rifiuto e biasimo riguardo la loro identità di genere perché  i genitori avrebbero voluto che fossero di sesso diverso. Questo atteggiamento di rifiuto in un aspetto sì importante, specie nei primi anni di vita, può stimolare:

  • sottomissione risentita;
  • forte tendenza ad adattarsi alle aspettative altrui;
  • inibizione dell’espressione autentica di sé;
  • perdita del contatto con sé e con le proprie emozioni per sentirsi – finalmente – accettate.

 

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