Non Pensare

non pensare1L’ingiunzione Non Pensare riflette vissuti di confusione e la svalutazione di una chiara capacità di pensiero. Una tale ingiunzione può essere stimolata da esperienze interpersonali caratterizzate da scarsa dialettica e da poche possibilità di verifica con le figure di attaccamento, soprattutto se il pensiero del bambino viene smentito o sistematicamente interrotto prima che questi lo possa completare.

In un tale ambiente di crescita la persona non ha molte possibilità di costruire schemi logici per comprendere la realtà e la mente dell’altro ed è probabile che utilizzerà una cornice di riferimento normativa piuttosto restrittiva, ovvero non metabolizzata all’interno della relazione, ma assunta acriticamente.

Emerge, di fatto, l’incapacità di riflettere, di pensare, la difficoltà a mettere insieme i pensieri e a confondersi nel pensare.

Con tale ingiunzione la persona (il bambino prima e l’adulto poi) è presente uno sviluppo degli Stati dell’Io Sé critici e ribelli, una maggiore ostilità verso di sé, regole duri, libertà senza controllo e ribelllione. Tale situazione fa emergere un attacco della persona alla sua capacità di utilizzare abilità di lettura della realtà circostante e di relazionarsi a partire da essa.

L’ingiunzione non pensare nasce dal genitore che sminuisce sempre il pensiero del figlio. Il bambino mostra con orgoglio a papà i suoi primi sforzi di scrivere il proprio nome. Il papà storcendo il naso dice: “Huhu! Che genio che sei!”.

Il Non Pensare può essere, anche, modellato anche della  madre che dice alla propria figlia: “Quando le donne vogliono avere qualcosa dagli uomini possono farlo smettendo di pensare e attivando le emozioni”.

Può anche arrivare da un “Pensa a tutto fuorché al problema immediato che hai davanti”.

Un adulto che basa la sua vita su tale ingiunzione risponde ai suoi problemi, alle difficoltà con confusione e/o agitazione invece di pensare a come risolverlo.

Una variazione, di tale ingiunzione, può essere: “Non pensare a… (denaro, sesso…) o “Non pensare a quello che tu pensi, pensa a quello che penso io”.

Non pensare (fai quello che ti dico io…fidati di me…non preoccuparti di niente…).

 

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