Funzione Proiettiva

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Ogni genitore proietta e vede parti di sé nel proprio figlio.

Questo non significa trasferire sul figlio i propri bisogni irrealizzati e crearsi aspettative sulle sue scelte future: signifiica, piuttosto, utilizzare i propri vissuti e le proprie esperienze per comprendere e favorire i reali bisogni del figlio.

 

Accanto a questo aspetto narcisistico [nel senso che ciò che viene visto, amato, sognato, desiderato non è l’oggetto esterno – che è sempre diverso da sé – ma parti di sé o immagini di sé] vi è  la percezione oggettiva del proprio figlio, del suo essere separato, diverso da sé, con propri desideri, inclinazioni e percezioni.

Il narcisismo, materno e paterno, è fondamentale per costruire l’immagine del bambino e per collocarla in uno scenario di sviluppo. La relazione con il bambino è sempre una relazione oggettuale come essere diverso da sé ma è, sempre, anche una relazione narcisistica con parti di sé viste nel bambino.

 

Tale capacità di relazionarsi al bambino come una persona altra da sé, è molto importante affinché egli possa vivere positivamente la propria autonomia e unicità.

Già durante la gravidanza vi sono alcune modalità fantasmatiche:  una che vede il feto come proiezione narcisistica, come parte di sé; una che lo percepisce come essere a sé stante e lo considera come altro da sé, definendo da subito un rapporto a due.

Già nel corso della gravidanza, quindi, piò prevalere una relazione narcisistica o una relazione oggettuale del figlio come rappresentante di parti di sé o del figlio come altro, con propri desideri, aspettative, con una sua vita affettiva e sociale.

All’interno della funzione proiettiva si colloca, inoltre, la capacità di tollerare la separazione, l’indipendenza, l’autonomia del figlio, considerandolo quindi come oggetto a sé stante e non come oggetto narcisistico.

Compito del genitore, allora, è rielaborare la funzione proiettiva continuamente per adeguarla e  poter dare uno spazio sempre più ampio alla relazione oggettuale, alla relazione con il figlio-altro-da-sé.

In questo modo il figlio sarà in grado di vivere positivamente la propria autonomia, il proprio unico modo di essere.

 

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