Funzione Rappresentativa

per funzione rappresentativa 1.2Proponiamo ai bambini modi diversi di stare insieme rispettando i bisogni del momento.

 

La Funzione Rappresentativa:

Attiene alla capacità di modificare, continuamente, le proprie rappresentazioni rispetto alla fase di sviluppo  alla del bambino al fine di dare senso a ciò che avviene e sente offrendo al bambino un contenuto pensabile e/o sognabile attraverso la proposta di proposte nuove e cogliendo dal bambino i suoi nuovi segnali evolutivi.

Per fare questo la madre – quale principale altro – ha da creare quella cornice attraverso la quale dà senso all’azione del bambino, un contenitore dentro il quale il bambino stesso inizia a pensare. Attraverso l’adattamento materno ai bisogni del bambino, quest’ultimo impara a com-prendere (prendere insieme a… e capire) il suo stesso bisogno.

Dare senso ai suoi bisogni, ai suoi gesti – seppur inizialmente casuali -, ai suoi movimenti, alle sue espressioni, significa inserire il bambino in una cornice ancora più grande caratterizzata da altre persone, situazioni e relazioni per favorire la consapevolezza del senso della vita per sé,  per pensare la propria vita, dando senso alle relazioni che vive e pensarle.

Se le rappresentazioni del bambino non sono modificate, il bambino, agirà come faceva prima dei cambiamenti avvenuti permanendo nella fase di sviluppo precedente senza modificazioni adeguate all’età.

Lo sviluppo del mondo rappresentazionale del bambino è conseguente ai cambiamenti delle rappresentazioni genitoriali.

Pertanto, le interazioni reali con il bambino e la conseguente creazione di una rappresentazione interna di tali momenti sono stimolate e favorite dal genitore che ha da saper proporre nuovi modi di stare insieme [essere con…] in base ai bisogni e alla fase di sviluppo del proprio figlio.

Ad esempio a 1 mese un bambino ha la rappresentazione del momento in cui la madre lo allatta e, a 3 anni,  probabilmente, ne ha una relativa a fare con lei uno specifico gioco.

La Funzione Rappresentativa consiste, in ultima analisi, lo schema di essere con e presuppone un insieme di interazioni reali con il bambino. Uno schema, dunque, che si basa sull’esperienza interattiva di essere con una persona particolare in un modo e in un momento specifico.

Va da sé che tale funzione sia, continuamente, arricchita dalle nuove rappresentazioni di essere con emergenti dalle nuove relazioni che il bambino ha con le persone con le quali entra in contatto, che allargano il mondo interattivo del bambino e dei suoi genitori. La funzione rappresentativa è proprio la capacità di modificare continuamente le proprie rappresentazioni in base alla crescita del bambino e dell’evolvere delle sue interazioni, facendo nuove proposte o sapendo cogliere dal bambino i suoi nuovi segnali evolutivi.

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