Permettere la Separazione

adolescente3La fase dell’adolescenza è caratterizzata da una progressiva separazione dalle figure di riferimento precedenti, nel tentativo di differenziarsi e costruire la propria originale identità. Gli adolescenti di 14-15 anni sperimentano spesso la loro indipendenza creando delle occasioni per verificare se stanno bene “separati”; questo processo è funzionale alla loro differenziazione rispetto alle persone adulte dalle quali in passato sono dipesi in maniera massiccia, e pone le basi per l’individuazione di una propria identità autonoma. Al genitore capita che la sua disponibilità ad offrire supporto non sia accolta favorevolmente dal ragazzo, molto probabilmente a causa del ruolo istituzionale che egli ricopre agli occhi dello stesso. Nonostante ciò l’adolescente ha bisogno di ricevere supporto e di sapere che ci sono delle persone cui può fare riferimento quando ne ha bisogno.

È molto importante, affinché l’esperienza della separazione sia utile alla sua crescita, che egli contatti le conseguenze del proprio agire: mentre osserva gli effetti del proprio comportamento su se stesso, sugli altri e sulle cose, egli si allena a sviluppare la capacità critica e a diventare consapevole della realtà in cui vive, responsabilizzandosi.

Spesso l’adolescente sembra impegnarsi nel “dimostrare” al mondo la propria indipendenza, e ciò accade frequentemente in situazioni di gruppo; i suoi comportamenti in questo caso sono caratterizzati da ribellione, ostinazione, negatività e confusione.

Davanti a questi atteggiamenti gli adulti possono sperimentare un senso di difficoltà e rispondono nella maggior parte dei casi o con l’estremo permissivismo, che ha le caratteristiche della compassione, o con la rabbia, entrando in un braccio di ferro che porta come conseguenza un tornaconto per entrambi nei termini di insoddisfazione e impotenza. In tutti e due i casi il messaggio che l’adulto invia al ragazzo è: “tu non vai bene”, che ha come effetto il rinforzo del senso di inadeguatezza e la difficoltà a separarsi e a individuarsi. È importante trovare delle strategie di intervento di grande impatto sia emotivo sia cognitivo sul ragazzo, che permettano di verificare piccoli cambiamenti immediati.

Possiamo individuare dei permessi per “pensare” e per “sentire”, attraverso i quali vengono rinforzati rispettivamente la capacità di pensare e di sentire; possono essere utilizzati da tutti gli educatori e in particolare dai genitori; si trovano contenuti nelle seguenti affermazioni:

– “Accetto il fatto che non sei un bambino e che sei più autonomo rispetto al passato”;

– “Puoi esaminare gli effetti delle tue azioni su gli altri, che potrebbero anche decidere di andarsene se non stanno bene con te”;

– “Puoi separarti da me e pensare con la tua testa”;

– “Non ho paura della tua rabbia”;

– “Puoi cogliere dalle tue sensazioni ciò che vuoi e ciò che ti serve per stare bene”;

– “Puoi fidarti di ciò che pensi, dato che hai la capacità di ragionare”;

– “Puoi cercare ciò che ti serve da solo, non è necessario che io cerchi tutto per te”.

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