Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

dislessia.1.2Il termine Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) fa riferimento ad una precisa categoria diagnostica, che raccoglie bambini in età scolare che presentano difficoltà ad apprendere ed a utilizzare in maniera automatica e fluente la lettura, la scrittura e il calcolo.

Sono DSA la Dislessia Evolutiva (disturbo dell’automatizzazione della lettura), la Disortografia Evolutiva e la Disgrafia Evolutiva (disturbi della scrittura, il primo della correttezza ortografica, il secondo della grafia), la Discalculia Evolutiva (disturbo del calcolo a mente e scritto, del recupero delle tabelline, del riconoscimento delle quantità). Sono inoltre difficoltà di apprendimento il Disturbo della Comprensione del Testo Scritto (difficoltà specifica di comprensione, pur avendo una lettura fluente), il Disturbo dell’Apprendimento Non Verbale (difficoltà nell’elaborare e operare con le informazioni visive e spaziali, con conseguenti ricadute generali sugli apprendimenti), Il Disturbo delle Abilità di Studio (difficoltà nell’organizzare il metodo di studio).

Tali disturbi sono presenti nella popolazione scolastica con un’incidenza stimabile del 3-4%, ma spesso non vengono riconosciuti, o sono attribuiti da genitori e insegnanti a svogliatezza, problemi familiari, metodi di insegnamento poco efficace.

L’intervento è precoce e basato sulla definizione di obiettivi specifici, a partire da una diagnosi e dalla definizione di un profilo funzionale individuale. Diagnosi e intervento si basano sulla Consensus Conference (Montecatini, 2007), documento di Raccomandazioni Cliniche, ha permesso di formare una base comune fra specialisti e professionisti diversi (psicologi, logopedisti, neuropsichiatri infantili, pediatri, pedagogisti), con definizioni, criteri diagnostici e di trattamento condivisi.

L’intervento è di tipo psicologico e ha come finalità il favorire la migliore evoluzione delle difficoltà, nonostante la presenza di uno specifico deficit, fornire strategie e strumenti alternativi per apprendere “con strade alternative”, gestire nel miglior modo la difficoltà con il bambino, la scuola e la famiglia, favorendo la piena comprensione, evitare che si sviluppino altre forme di disagio di tipo relazionale e emotivo/motivazionale.

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