Ascoltare i bambini

aiuto come si fa L ascolto1.2.3I bambini hanno bisogno di essere ascoltati per sentirsi accettati, accolti e importanti per le figure che sono per loro  maggiormente importanti: mamma e papà.

Ascoltare i bambini è molto interessante e divertente. Spesso richiedono la nostra attenzione per ascoltare qualcosa per loro importante in momenti per noi particolari perché siamo impegnati, indaffarati, stanchi, infastiditi, arrabbiati, preoccupati… Questo fa sì che vi siano delle reazioni (nostre) che non coincidono con il bisogno del bambino: ESSERE ASCOLTATO! Reazioni che talvolta sono racchiuse in risposte stizzite, allontanamenti agiti con le parole e/o di tipo fisico, assenza emotiva, scarsa o nessuna attenzione e via dicendo.

Ascoltare il bambino è qualcosa di diverso rispetto al dovere che ogni genitore sente di dover sempre dire o fare qualcosa per lui e la sua educazione e lui DEVE ascoltare. Tuttavia, ci sono dei momenti in cui è importante sospendere quei momenti e lasciare spazio al silenzio per creare situazioni in cui è il bambino che parla e noi stiamo in ascolto. L’ascolto è un riconoscimento dell’identità del bambino grazie al quale sente il diritto di ESSERCI.

Quando il bambino esprime il suo bisogno di parlare ed essere ascoltato, ricordiamo e agiamo queste poche regole:

  1. Se il bambino richiede la nostra attenzione in un momento in cui non possiamo dargliela, è importante dirglielo con toni pacati e senza sbuffare rinviando quel momento a più tardi (si stabilisce insieme, quale sarà…). Proprio perché può accadere che il bambino senta irrefrenabilmente il bisogno di raccontare e raccontarsi in una situazione per noi disagevole, possiamo decidere (anche con lui) di destinare una parte della giornata al racconto/ascolto. Possiamo dirgli: «Poiché ci sono momenti della giornata in cui mamma e papà non sono completamente disponibili per… (spiegare il motivo), ti va se decidiamo che alle… (stabilire un’ora) in questa stanza (dire quale stanza) interrompiamo ciò che stiamo facendo e ci dedichiamo a noi? Così nessuno e niente ci può disturbare! Che ne pensi?».
  2. Durante l’ascolto è bene essere “tutt’orecchi” ed essere, davvero, attenti.
  3. Porsi ad altezza di bambino e guardarlo (e farsi guardare) negli occhi in modo che la relazione (almeno in quel momento) sia paritaria e diretta.
  4. Essere empatici, simpatici e non sbuffare o esprimere fastidio.
  5. Diamo il tempo di esprimere ciò che vuole trovando quelle che sono – per lui – le giuste parole evitando di sostituirci a lui.
  6. Dimostriamo che stiamo ascoltando annuendo con la testa o le parole.
  7. Se non ci è chiaro qualcosa, diciamo “Sai che non credo di avere capito bene? Puoi spiegarmi di nuovo?”.
  8. Chiediamo quale emozione sta provando rispetto a quello che ci racconta. È un modo per dare importanza e valore ai suoi sentimenti e collegarli ai suoi pensieri, alle sue azioni e alle sue esperienze.
  9. Evitare di correggerlo interrompendo ciò che sta dicendo: è più importane, in quel momento, ciò che dice o il modo in cui lo dice?
  10. Prima di offrire una soluzione adulta, chiediamo cosa può essere utile per lui per risolvere o affrontare una certa situazione.
  11. Se dovesse essere necessario, accogliamo le sue emozioni (rabbia, delusione, tristezza…) e rendiamole per lui più accettabili facendo in modo che si senta compreso profondamente e libero di sentire certi sentimenti anche dolorosi.

Non dimentichiamo che dall’essere ascoltati traggono un insegnamento assai prezioso: ASCOLTARE!

 

D.ssa DGhisu

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...