Capricci: affrontarli e gestirli

i CapricciNoi tutti abbiamo le nostre personali modalità di reagire alle frustrazioni, alle delusioni, ai rifiuti…e lo facciamo urlando, arrabbiandoci, sbraitando o chiudendoci in se stessi.

Anche i bambini hanno delle personali modalità reattive che sono molto simili tra i bambini stessi e di tipo primitivo.

Tuttavia, se le nostre reazioni sono spiegate e giustificate, quelle dei bambini, invero, sono tendenzialmente definite come capricci.

I CAPRICCI del bambino hanno, già nella parola stessa, una connotazione negativa, fastidiosa e da correggere subito e assolutamente e, per tale motivo, la nostra risposta è spesso inadeguata e disfunzionale.

Esiste un periodo nella vita del bambino, durante il quale i CAPRICCI sono frequenti ed usati per esprimere la sua insoddisfazione: i 2 anni. Dopo tale fase questi tendono a diminuire di intensità e frequenza (intorno ai 4 anni).

Le reazioni del genitore di fronte a comportamenti infantili di tal fatta sono essenzialmente di 3 tipi:

  1. Il genitore si arrabbia e va in escandescenze, punendo e/o rimproverando aspramente il bambino.
  2. Il genitore si adatta e sottomette al volere del bambino nella speranza che, così facendo, interrompa subito e – anche – perché un’eventuale reazione potrebbe rendere il genitore stesso antipatico o poco gradevole agli occhi del figlio.
  3. Il genitore fa finta di non accorgersi della reazione del figlio, innalzando un muro fra sé e il bambino che può sentirsi abbandonato nelle sue emozioni, perché non amato e non importante.

Le domande da porsi, a tale scopo, sono essenzialmente:

  • “Voglio aiutare il mio bambino?”.
  • “E’ importante capire ciò che sta accadendo dal punto di vista del bambino?”.

Le risposte a tali domande tracceranno il percorso da seguire per affrontare e gestire i CAPRICCI di nostro figlio.

Non esiste, sicuramente, una formula unica e valida per tutti i bambini e le situazioni. È anche vero, però, che esistono delle modalità [come quella relativa al punto 1 (la punizione)] risultanti meno efficaci in assoluto, alquanto disfunzionali e maladattive che prolungano ed aumentano la rabbia nel bambino (e in noi) con i conseguenti sensi di colpa che pervadono il genitore che le ha agite. Tale modalità, inoltre, innesca un conflitto che porta all’escalation della prova di forza: “Chi vincerà?”.

Con la modalità relativa al punto 2 (adattarsi e sottomettersi) si rinforza la convinzione nel bambino che pestando i piedi, urlando e quant’altro, si raggiunge l’effetto desiderato; convinzione che permarrà anche da adolescenti e adulti e si riverbererà in ogni contesto della loro vita.

La risposta genitoriale del punto 3 è, anch’essa, inadatta e disadattiva perché l’indifferenza fa percepire al bambino il poco amore del genitore e crea in lui la convinzione “Non sono importante”, “Non sono degno del loro amore”.

Cosa fare, allora?

Pianti, urla, grida disperate, calci, pugni, morsi sono comportamenti difficili da gestire in particolare quando si presentano in contesti altri (market, per strada, in auto…).

  1. La prima cosa da fare o, meglio, da non fare è URLARE a nostra volta: il bambino in preda al suo CAPRICCIO non è nello stato d’animo adatto per ascoltarci o imparare perché, in quel momento ha da liberarsi della sua collera. È importante, allora, lasciarlo da solo per qualche momento e liberarsi della rabbia, anche se non completamente, ma standogli vicino aspettando che si sfoghi.
  2. La nostra voce deve essere pacata, ma decisa e ferma quando parliamo con lui; è importante mostrarci tranquilli e non spaventati.
  3. Capiamo se il capriccio del momento è legato ad un bisogno e, dunque, è importante prendersene cura: il bambino può avere fame, sonno, bisogno di attenzione e reagire in modo eccessivo a qualcosa di poco importante proprio per questo.
  4. Se il capriccio è davvero tale, è bene evitare di porsi sullo stesso piano del bambino: noi siamo i genitori e diamo le regole, i bambini sono coloro che le regole devono impararle e seguirle. Puntare i piedi è per il bambino un modo per sondare i propri limiti e testare il potere e i confini di mamma e papà.
  5. Se il bambino è in preda ad una “crisi isterica” è importante contenerlo fisicamente, perché c’è il rischio che possa farsi del male, senza arrabbiarsi, impaurirsi o preoccuparsi di ciò che può pensare chi sta lì vicino. Nessuna parola, dunque.
  6. Essere decisi, innanzitutto: essere fermi sulla nostra decisione per arginare tale comportamento è fondamentale. E ricordiamo che in nostro “NO”, non deve trasformarsi in “NI” e, poi, in “Sì”. Se la nostra risposta può essere stata eccessiva: rimedieremo in un secondo momento, se lo riteniamo opportuno e necessario.
  7. Evitiamo di dare spiegazioni e di convincere il bambino che ciò che sta facendo non va bene, non in quel momento almeno e, sicuramente, non pretendendo che capisca tutto ciò che noi diciamo loro. Il bambino ha bisogno che le cose gli siano ripetute più e più volte per farle sue e con parole semplici e senza troppi giri.
  8. Se il capriccio avviene in un luogo pubblico, mantenendo la calma, trovate un luogo tranquillo e lontano da “occhi indiscreti”, senza mostrarci impauriti e fermate la sua richiesta se eccessiva.
  9. Non sentitevi in colpa per la possibilità che il bambino possa rimanere male per il vostro “no”: è normale che un rifiuto non sia piacevole, ma questo serve alla sua crescita e alla sua educazione.
  10. Se lo ritenete opportuno, potete offrire una alternativa valida alla richiesta del bambino ed, esprimendo la vostra comprensione, potete dire: “So che sei arrabbiato per (…), ma ora ciò che chiedi non puoi averlo. Però è possibile avere… (proponete qualcosa che per voi, è più giusta)”, senza dire, invece, “Se ti calmerai e farai il bravo avrai quel gioco che mi hai chiesto ieri”. Questo può diventare controproducente e lasciare che sia il bambino a decidere ed ottenere ciò che ha chiesto anche se in un momento diverso.

Sicuramente non è facile, ma ripetetevi spesso (non PENSARLO, ma DICENDOVELO!) facendolo diventare un mantra, che tutto ciò che fate è per il benessere e la salute del vostro bambino e della famiglia tutta, compresi voi.

D.ssa DGhisu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...