Gelosia e Rivalità (tra fratelli)

aiuto come si fa gelosia

 

La gelosia fa la sua prima apparizione, solitamente, con la nascita di un fratellino o di una sorellina. Possiamo aver preparato il bambino al nuovo arrivo usando tanti bei discorsi e coinvolgendolo durante l’attesa: ciò che prova dopo la nascita del neonato, tuttavia, è un senso di rivalità – più o meno forte – verso tale cambiamento. Sente di essere stato spodestato, detronizzato, dal ruolo che ha ricoperto fino a quel momento, perdendo i privilegi e le attenzioni esclusive che hanno caratterizzato la sua vita.

A poco – o a nulla – servono le rassicurazioni sull’amore eterno e ancora presente, di mamma e papà: anzi! Questo può aumentare la sua gelosia per vedersi costretto a con-dividere l’affetto che prima era solo tutto per lui. Il neonato è, dunque, una minaccia, un rivale.

Le forme della sua gelosia sono diverse: c’è la rabbia che nasconde la sua tristezza, utilizzata per attirare maggiore attenzione su di sé. Accade, anche, che manifesti comportamenti ostili verso il fratellino: gli porta via dei giochi, fa ricadere su di lui le colpe per qualcosa…

In questi casi il bambino può divenire provocatorio e disubbidiente: un agito rivolto ai genitori allo scopo di distrarre la loro attenzione dal fratellino e rivolgerla a sé. Può capitare, tra l’altro, una regressione a comportamenti di quando era più piccolo quasi a volersi mettere sullo stesso piano del piccolino. Poiché il neonato richiede molte attenzioni proprio perché così piccolo, allora “mi comporto al suo stesso modo”, per avere ciò che ha il fratellino.

In alcuni casi il bambino vive un senso di inferiorità che si riverbera su alcune funzioni fisiologiche o sul cibo.

Tutti questi sono (alcuni) modi con i quali il bambino manifesta la sua gelosia e sono legati alla minaccia che sente: si vivono per la prima volta in questa fase e restano per lo più invariati in ognuno di noi al di là dell’età in cui si presentano ricomparendo (con alcune piccole differenze) ogni volta che ci sentiamo minacciati da un rivale: a scuola, sul lavoro, nella vita privata.

È evidente che tali sentimenti – normali per ogni bambino e per ogni adulto – possono divenire incontrollabili.

Cosa fare, allora?

Noi genitori possiamo fare tanto per accogliere e gestire un’emozione così forte e dolorosa. Vediamo come:

  1. Accettare il vissuto del bambino senza sminuire, deridere, ostacolare o punire il bambino per ciò che sta provando. Ricordiamo che accettare e accogliere le sue emozioni non è ribadire la sua pretesa di amore esclusivo.
  2. Parlare con lui di quello che sta accadendo, ascoltando l’espressione delle sue emozioni: permettiamogli di dire tutto ciò che sente e troviamo insieme un modo per indirizzare la sua gelosia e la sua rabbia, in qualcosa di costruttivo.
  3. Concediamogli il tempo di cui ha bisogno per metabolizzare il cambiamento: ogni bambino ha il suo e non esiste un periodo standard entro il quale il bambino supera tale fase.
  4. Facciamogli sentire la nostra presenza e il nostro amore soprattutto quando esplode in crisi di rabbia.
  5. I limiti posti prima dell’arrivo del neonato permangono e si fanno rispettare anche se il bambino sta soffrendo. Cogliere che in mamma e papà e in ciò che già esisteva nulla è cambiato è, sicuramente, di estremo conforto.
  6. Evitiamo frasi come “Tu sei grande e puoi capire!”: rispettiamo il suo essere – ancora – bambino.
  7. Coinvolgiamolo nell’organizzare il rientro a casa della mamma e del nuovo nato con una festa e con la creazione di un piccolo regalino per lei e il fratellino.
  8. Se il primogenito è sufficientemente grande lo si può coinvolgere nella cura del piccolo: cambio del pannolino, bagnetto, nanna, pappa…
  9. Sottolineiamo la fortuna del fratellino di essere arrivato in una famiglia con un fratello maggiore che gli ha tanto da insegnargli.
  10. Ritagliamoci sempre dei momenti in cui dedicarci esclusivamente a lui: momenti di gioco, di coccole, di lettura che non coinvolgano il piccolino (per quei momenti è bene che stia con il papà o con i nonni…).
  11. Quando si ricevono le visite di parenti ed amici mettiamo in primo piano (o almeno sullo stesso, ma mai sullo sfondo) il bambino favorendo le attenzioni su di lui e sottolineando l’importanza di ciò che fa per mamma, papà e il nuovo arrivato.

Quando i fratelli saranno più grandi:

  • Sottolineate ciò che li caratterizza e li distingue in senso positivo gli uni dagli altri. Questo favorisce, crea e implementa la complicità.
  • Correggiamo i comportamenti invece della persona, soprattutto in presenza di un fratello. La coloritura emotiva sarà diversa e influirà sull’emozione reattiva al rimprovero evitando la frustrazione.
  • Evitiamo le preferenze anche se è umano che vi siano.
  • Le regole sono uguali per tutti e così pure le conseguenze per averle infrante: anche se i figli non sono per noi uguali è importante che lo siano, però, nella loro educazione ed evitare di porre un figlio in posizione up e l’altro in posizione down.

Ciò che è importante ricordare e tenere sempre a mente è che la sua gelosia è sottesa dalla paura e l’insofferenza per dover condividere l’amore dei genitori non di perderlo. Raddoppiamo attenzioni e carezze (⇒riconoscimenti) se necessario e, con tanta calma e pazienza, non manchiamo di far rispettare limiti, regole e confini.

D.ssa DGhisu

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