Ciuccio: tormento e delizia

aiuto come si fa ciuccio1

 Dalla nascita (e ancor prima di nascere…) il bambino presenta l’istinto di suzione che soddisfa col seno della mamma sia per la sua esigenza di alimentarsi, sia per il suo bisogno di affetto ed attenzione. Per tale ragione il suo desiderio di un sostituto, presente al di là della fame, richiede un oggetto da usare in vece del seno materno. Pollice, succhiotto o biberon divengono così inseparabili e fondamentali per consolarsi e scaricare tensioni, frustrazioni o delusioni anche per imparare l’autonomia e a relazionarsi al mondo intorno a lui.

Dai due anni, tuttavia, i genitori iniziano a sentire il bisogno che il bambino abbandoni tali sostituti anche per prevenire problemi legati allo sviluppo delle arcate dentali. Ed è in tale periodo che, talvolta, iniziano i problemi: per taluni bambini abbandonare il ciuccio è davvero molto difficile.

Come fare, allora?

Innanzitutto è importante cogliere il momento adatto per poterlo fare e tale momento coincide, il più delle volte, con i 3 anni periodo in cui il bambino acquisisce una maggiore sicurezza di sé anche grazie all’inizio della scuola dell’infanzia. Se, invero, il bambino di 3 anni mostra ancora un attaccamento forte al succhiotto è basilare evitare di toglierlo all’improvviso, senza preavviso e traumi, nervosismo, tristezza, insonnia e inappetenza.

I passi da seguire:

Pianificare con bambino i passi  da fare e decidere insieme quando utilizzarlo e quando metterlo via: quando si esce, quando gioca o qualunque altra attività lo impegni.

Concordiamo col bambino e fissiamo degli orari per usare il succhiotto, sugellando il tutto con un patto ed un rituale (canzoncina, slogan o filastrocca) da seguire ogni volta che il ciuccio si mette “a riposare”.

  1. Concordiamo col bambino e fissiamo degli orari per usare il succhiotto, sugellando il tutto con un patto ed un rituale (canzoncina, slogan o filastrocca) da seguire ogni volta che il ciuccio si mette “a riposare”.
  2. Creare momenti di attività del bambino al fine di tenerlo impegnato e distratto dal ciuccio per lungo tempo evitando la noia che porta a rifugiarsi nella suzione.
  3. Gratificare con premi ogni volta che non lo usa, lo mette da parte anche (e soprattutto) in modo spontaneo. A tale scopo è bene riservare uno spazio (una scatola, un contenitore o simili) ove deporre il ciuccio e ritrovarlo al bisogno (concordato).
  4. Rimarcare il suo comportarsi da grande ogniqualvolta rinuncia al succhiotto, per gratificarlo e rendergli più facile separarsene.
  5. Quando il bambino riesce a farne a meno durante il giorno senza difficoltà iniziate toglierlo anche la notte: per fare questo è fondamentale intrattenersi un po’ di più con lui fino a che non si addormenta, utilizzando delle ninne nanne, filastrocche o fiabe. Meglio ancora se si tratta di racconti sul succhiotto (in basso alcuni libri consigliati) che lo aiuteranno a ritrovare la sua esperienza e sentirsi meno solo.
  6. Assecondare sempre i suoi tempi il più possibile e rendere graduale il distacco dall’oggetto amato che, tenetelo sempre a mente, è come la copertina di Linus.
  7. Se il bambino desidera fortemente qualcosa (un gioco, un’esperienza o qualcosa del genere) approfittiamo di momenti di festa (come ad esempio il Natale…) per concordare il baratto dell’oggetto desiderato con ciuccio: raccontare che l’ottenimento del gioco è legato a regalare il ciuccio che sarà utile (per esempio) per un bambino più piccolo. In tal caso potete sbizzarrirvi con la vostra fantasia e inventarvi situazioni di tal fatta utili al vostro bambino.
  8. Sottolineiamo ed enfatizziamo l’importanza del suo impegno in ciò che fa e festeggiamolo ogni volta che se ne allontana per tempi più lunghi.
  9. Quando il bambino eliminerà definitivamente il ciuccio anche la notte, organizziamo una piccola festa per dire addio al ciuccio che possiamo lasciar andare anche usando un palloncino che, sicuramente, arriverà da un bimbo più piccolo

Cosa non fare?

  • Deridere il bambino perché usa il ciuccio: ricordiamo che diviene un oggetto transizionale, il degno sostituto del seno materno che nutre di affetto, coccole e sicurezza. Rispettiamo il bambino e il suo oggetto d’amore sostitutivo.
  • Evitare di agire in segreto a sua insaputa e senza preavviso: parlate con lui, spieghiamo ciò che accadrà e diamo il tempo affinché interiorizzi, metabolizzi e faccia sua l’informazione e le spiegazioni date.
  • Evitiamo di agire in momenti difficili del bambino: nascita di un fratellino o sorellina; difficoltà tra mamma e papà; inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia; allontanamenti (anche di lavoro) di un genitore; malattie… Richiedere al bambino di affrontare tante difficoltà in una sola volta è disfunzionale e maladattivo per lui.

 

Libri consigliati:

  1. Il ciuccio di Nina, Christine Naumann-Villemin e Marianne Barcilon.
  2. Anna dorme senza ciuccio, Kathleen Amant.
  3. Il mio ciuccio per te, collana I Senza Parole.
  4. Ciao ciao ciuccio, Brigitte Weninger e Yusuke Yonezu

 

D.ssa DGhisu

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...