Le paure

aiuto come si fa  con le PAURELa paura è un’emozione normale ed importante per gli esseri viventi perché è d’aiuto per la protezione e la sopravvivenza della specie.

Troppo spesso, però, la paura è confusa con l’ansia e i due termini sono usati come sinonimi.

È importante, allora, fare una netta distinzione tra paura e ansia:

  • La PAURA è, generalmente, associata e/o associabile ad un oggetto: fulmini, cani, insetti, buio…
  • L’ANSIA è una sensazione indefinibile e vaga che difficilmente permette di risalire all’oggetto che la scatena: solitamente, è conseguente a vissuti passati (malattie, perdite, allontanamenti…)

Da qui il bisogno di isolare e differenziare le due sensazioni al fine di imparare, intervenire ed allontanare le cose che incutono timore.

La paura è un’emozione, dunque, più o meno intensa che coinvolge non solo la psiche, ma anche il corpo. Un’emozione utile che permette all’organismo di reagire per proteggersi e salvarsi e che si manifesta in modo intenso e frequente durante l’infanzia.

Questo, accade perché il bambino piccolo è indifeso, non conosce ancora il mondo che lo circonda percepito spesso come minaccioso. Nel momento in cui il bambino cresce e fa esperienza di ciò che gli sta intorno, tali paure sono superate.

Non dimentichiamo, poi, che fino ai 7-8 anni il pensiero del bambino è caratterizzato dall’ANIMISMO attraverso il quale ogni oggetto è percepito come vitale e dotato di intenzionalità. Per tale ragione ogni oggetto diviene foriero di pericolo: il buio, i fulmini, le sedie, i tavoli… e ogni oggetto può animarsi, prendere vita ed essere, all’occorrenza, vendicativo e cattivo, ma anche protettivo e buono. Ricordate la favola “La bella e la bestia”? Ricordate l’anima che caratterizza ogni oggetto del castello? Ecco! Per un bambino gli oggetti che vivono nel suo mondo sono così.

Le paure sono tante e diverse rispetto all’età dal bambino. Vediamo, insieme, quali le più frequenti rispetto nel corso dello sviluppo della prima infanzia e cosa le può provocare:

  1. Primi mesi di vita:
  • Suoni acuti e improvvisi.
  • Lampi, luci violente.
  • Oggetti che si avvicinano rapidamente.
  • Cambiamenti improvvisi e inaspettati.
  • Perdita dell’appoggio.
  • Stimoli dolorosi.
  • Separazione dalle figure di attaccamento e paura di essere abbandonato.
  • Paura dell’estraneo.
  1. Dai 20-30 mesi ai 6-7 anni
  • Altri bambini per la paura che mordano, spingano, portino via i giochi…
  • Animali, insetti…
  1. Dai 2-4 anni ai 9-11
  • Buio, temporali, mostri, creature immaginarie, fantasie paurose che divengono incubi.

E, allora?

La primissima cosa da fare in assoluto è accogliere le paure del nostro bambino perché legittime e legittimate dalla fase evolutiva che sta vivendo.

Vediamo ora, passo dopo passo, quali sono le possibilità che come genitori ed educatori abbiamo per affrontare e gestire le paure dei bambini.

Cosa fare:

  1. Mostriamoci coraggiosi e non impauriti: il bambino può trarre dalla nostra paura la conferma alla sua.
  2. Ascoltiamo ciò che il bambino ci racconta e accogliamo le sue emozioni: permettiamogli di esprimere ciò che pensa e sente insieme alle fantasie che si fa intorno all’oggetto pauroso del momento.
  3. Stiamo con lui con dolcezza e sicurezza evitando di forzarli: se il bambino si sente accettato e accolto anche in questi momenti, si sentirà più sicuro e protetto.
  4. Siamo presenti con lui proprio nel momento in cui è assalito dal timore per qualcosa: il nostro esserci calmo e affettuoso lo aiuterà a rasserenarsi per affrontare la difficoltà.
  5. Se ha un’età in cui vi è una certa padronanza di linguaggio, chiediamogli di descrivere la paura stessa e quale sia il timore conseguente (“Qual è la cosa peggiore che pensi possa accadere?”).
  6. Lodare il bambino quando affronta e supera una paura.
  7. Inventare uno slogan o imparare una filastrocca da utilizzare (anche insieme ad un oggetto che può fungere da bacchetta magica) nel momento in cui si presenta una paura.

Cosa evitare:

  1. Evitiamo di essere troppo sicuri o troppo ansiosi mostrando la nostra ambivalenza per quello che accade: è l’unico modo per permettere al bambino di sentire liberamente le sue emozioni e pensare le sue fantasie senza soffocarle.
  2. Evitiamo i confronti con altri bambini (amichetti, fratellini, cuginetti…): ogni bambino è una persona a sé stante con caratteristiche sue proprie. Raccontargli, invece, delle nostre paure di quando eravamo bambini, lo incoraggia e gli permette di sentirsi “normale”.
  3. Evitiamo di sminuire il suo disagio ed affrontare la paura con l’ingiunzione Sii Forte!: può essere, davvero, deleterio e può ingigantire la paura stessa trasformandola in terrore, ansia, panico.
  4. Evitiamo di dare spiegazioni intellettualistiche e di accusarli per mancanza di coraggio.

 

N. B. Tra i 3 e i 6 anni il bambino ha bisogno di distinguere e separare la realtà dalla fantasia e noi dobbiamo aiutarlo a trattare con le sue paure. Guardare nell’armadio o sotto il letto e dire che il mostro non c’è, può essere interpretato come la dimostrazione che il mostro esiste e può essersi spostato da un’altra parte.

 D.ssa DGhisu

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