Togliere il pannolino

aiuto-come-si-fa1- pannolinoTogliere il pannolino è una fase di sviluppo molto importante, quando i bambini usano il vasino, lo fanno con l’idea che una parte di loro se ne sta andando.

È probabile che sia ancora troppo presto per lui accettare questa evacuazione (vissuta come una perdita di sé → pensiero animistico) che, quindi, rifiuta.

La prima e più importante informazione che è bene avere rispetto a tale problema è che il bambino sviluppa la capacità di controllare i propri sfinteri tra i 2 e i 3 anni. In questo periodo, infatti, egli è in grado di esercitare il controllo dei suoi muscoli in particolare quelli dello sfintere attraverso il quali decidere di rilasciare o trattenere la pipì o le feci quando si avverte lo stimolo. Una capacità, questa, legata alla maturità fisiologica e a numerosi aspetti psicologici i quali rendono ogni bambino differente da un altro.

Ma come sapere se per il bambino è pronto?

Sicuramente è importante considerare la presenza di alcuni fattori che aiutano il passaggio dal pannolino al water o al vasino e sono:

  • Il bambino ha, almeno, 2 anni.
  • Il bambino ci dice che percepisce lo stimolo della pipì che poi rilascia.
  • Quando cambiate il pannolino, questo è asciutto.
  • Il bambino è in grado di usare le scale (scendere e salire) alternando il passo.
  • Il bambino si mostra infastidito dal pannolino stesso e ci fa capire (con un modo tutto suo) che preferirebbe non averlo.
  • Si mostra incuriosito dal water ed è spesso presente quando siamo noi ad utilizzarlo, ponendo tante domande ed esplicitando curiosità nel suo utilizzo.

E se il bambino, invero, non si mostra interessato ed appare pigro in tal senso?

In questi casi è importante stimolare il bambino e fargli vivere esperienze che contemplino l’uso del water o del vasino.

Come?

  • Facendogli, ad esempio, notare ciò che gli altri bambini della sua età fanno (usano il vasino o il water e non il panno).
  • Provare, di quando in quando, nel corso della giornata a togliere il panno e lasciare il bambino libero di capire cosa accade e, nel momento in cui fa la pipì addosso dire: “Visto che la pipì cade per terra e ti bagna, senza il pannolino? Ora ci laviamo e cambiamo e la prossima volta fai attenzione a quando sta per accadere per dirmelo”. Ovviamente senza sgridarlo, rimproverarlo o punirlo e usando un tono di voce calmo e rassicurante.

Come fare in pratica?

  • Diamo il tempo necessario al bambino per capire cosa sta accadendo e per abituarsi al nuovo.
  • Dedichiamo, anche noi, del tempo a questa attività e iniziamo facendo dei piccoli passi.
  • Iniziamo ad esplorare l’ambiente bagno e spieghiamo qual è l’utilizzo dei sanitari presenti ed, in particolare, del water.
  • Portiamo il bambino con noi quando noi dobbiamo utilizzarlo per mostrare come e perché lo adoperiamo dimostrando che non cambia nulla in noi dopo avere eliminato la pipì. È un modo per tranquillizzarlo: ricordiamoci che col pensiero animistico il bambino vive come parti di sé o suoi prolungamenti tutti gli oggetti e, perdendoli, è come perdere pezzi del suo corpo.
  • Togliamo il pannolino gradatamente: prima per qualche ora, poi la mattina, successivamente tutta la giornata per lasciarlo, nelle prime fasi, solo la notte.
  • Ricordiamo di parlare sempre col bambino spiegandogli cosa è importante fare, chiedendogli cosa ne pensa e trovando insieme una modalità adattiva che vada bene anche a lui.
  • Permettiamogli di esprimere le sue paure, le sue emozioni, i suoi pensieri accogliendolo e rassicurandolo.
  • Associamo il momento “bagno” o “vasino” a qualcosa di piacevole: lettura di un libro, uso di una cantilena o filastrocca (a tema), utilizzo di slogan divertenti che caratterizzano il momento.
  • Condividiamo sempre con lui l’attimo: è importante che non si senta solo e, anzi, condivida il suo vissuto con noi.
  • Rassicuriamolo se si sporca, soprattutto, se si infastidisce. Questo può accadere per due motivi: 1. per paura di avere deluso mamma e papà; 2. perché, davvero, prova disagio nel sentirsi sporco: un motivo in più che ci fa capire che stiamo andando nella giusta direzione.
  • Usiamo il riduttore del water o un vasino colorato e stimolante per lui.
  • Se le caratteristiche del bambino ce lo consentano, ricordiamo di festeggiarlo nell’essere riuscito ad usare il water o il vasino e garantiamogli l’uso del pannolino se dovesse sentirne la necessità: è un modo per non fargli sentire tale cambiamento come un obbligo, ma come un atto di libertà.

Cosa, invece, non fare?

  • Togliere il pannolino di punto in bianco, senza preavviso e spiegazioni.
  • Dire: “Ormai sei grande e il pannolino non devi usarlo più. D’ora in avanti andrai in bagno come fanno mamma e papà”. Il bimbo può opporsi e rifiutare questo improvviso cambiamento, divenendo nervoso e insofferente o bloccandosi a causa della paura di dover rinunciare a qualcosa di importante per lui che ha sempre fatto parte della sua vita.
  • Non forziamolo se si mostra contrariato o recalcitrante.
  • Non prenderlo in giro dicendo: “Non crescerai mai!” o dandogli appellativi negativi ed offensivi o, ancora, facendo confronti con amichetti, cuginetti o fratellini. È un sicuro modo per generare ansia e far sì che il momento del bagno sia evitato.
  • Non facciamo coincidere un momento sì importante e coinvolgente con eventi altrettanto importanti e coinvolgenti come la nascita di un fratellino, un trasloco, una separazione (anche se solo momentanea), l’inizio della scuola e così via.
  • Invece di chiedergli se deve fare la pipì [poiché, vista la sua età caratterizzata dallo stadio del “no!” – risponderà in modo negativo] diciamo, con grande entusiasmo, allegria e determinazione: “Andiamo in bagno a fare la pipì?”, aggiungendo (nel caso), “Lì ci aspettano i tuoi giochi (o animali o libri…) preferiti. Vuoi lasciarli ancora da soli?” o tutto ciò che la vostra fantasia vi consiglia di fare.
  • Non innervosiamoci ed evitiamo di maltrattare il bambino con offese e col fargli sentire le nostre delusioni. È un cambiamento che richiede tempo, impegno e pazienza da parte nostra: ma proviamo ad immaginare quanta energia fisica e mentale, sia richiesta al bambino.

d.ssa DGhisu

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...