Trauma nell’infanzia

trauma infantileIl trauma infantile generalmente si riferisce a qualsiasi esperienza in cui il bambino sperimenta orrore, paura o dolore opprimente, accompagnati da un senso di impotenza (Krystal, 1978). È importante ricordare che i bambini provano dolore allo stesso modo degli adulti quando vengono esposti ad eventi gravi, e sono soggetti quindi a provare stati d’ansia ed emozioni come rabbia, colpa, tristezza, mancanza e senso di impotenza. La capacità dei bambini di provare questo tipo di dolore è in genere sottovalutata. Probabilmente questo è dovuto al fatto che si esprimono con modalità diverse da quelle degli adulti. Inoltre, nella nostra cultura abbiamo la tendenza a proteggere i bambini dal dolore e dalla sofferenza. In realtà, indipendentemente dal fatto di essere stati direttamente coinvolti nell’evento, i bambini si rendono conto e sentono quando succede qualcosa di grave.

Esempi tipici di esperienze traumatiche sono gli incidenti automobilistici, le violenze sessuali o fisiche, gli incidenti domestici o l’aver assistito a un episodio di violenza.

Tali eventi estremi determinano perlopiù un disturbo da stress postraumatico,

anche se le conseguenze possibili sono molteplici.

Tuttavia, i bambini possono essere esposti anche a molti altri eventi estremamente disturbanti ma che non soddisfano i criteri del DSM relativi al trauma. Alcuni esempi possono essere la morte di un familiare, uno spostamento geografico e molte altre difficoltà. A questo tipo di avvenimenti il bambino reagisce con una risposta sintomatica, che, quando riconosciuta, viene considerata, secondo la definizione tradizionale, un disturbo dell’adattamento, anche se, come evidenziato da alcune ricerche in questo ambito, in molti casi si tratta di un termine improprio.

Per esempio, i sintomi manifestati da alcuni bambini successivamente alla separazione dei genitori fanno pensare piuttosto a una reazione di tipo postraumatico (Heatherington et al. 1989), benché ciò possa essere complicato dal perdurare delle dinamiche familiari. Come nel caso del PTSD (Disturbo Post-traumatico da Stress), inoltre, anche i sintomi del cosiddetto disturbo dell’adattamento spesso non si risolvono nel periodo specificato di sei mesi, ma possono persistere indefinitamente (Newcorn e Strain, 1992). Un’altra somiglianza consiste nel fatto che, anche quando diminuiscono i sintomi acuti, spesso il danno interno rimane.

Per quanto riguarda i bambini, esiste una differenza relativamente piccola tra un’esperienza traumatica inaspettata e un’esperienza di perdita importante inevitabile, ma prevista. Anche in quest’ultimo caso può essere sperimentata la stessa paura schiacciante e lo stesso senso di impotenza vissuti nell’esperienza traumatica. Inoltre, molti bambini sviluppano reazioni analoghe al PTSD in presenza di eventi meno disturbanti, ma cronici, come ad esempio alcune forme di maltrattamento verbale o di frustrazione scolastica che si ripetono nel tempo.

Le risposte postraumatiche possono, a ben vedere, derivare da molti tipi di eventi.

Bibliografia:

Krystal, H. (1978). “Trauma and affects”. Psychoanalytic Study of the Child 33: 81-116. Yale University Press, New haven, CT.

Heatherington, E.M., Stanley-Hagan, M., Anderson, E.R. (1989). “Marital transition: a child’s perspective”. American psychologist, 44:303-312.

Newcorn, J.H., Strain, J. (1992). “Adjustment disorder in children and adolescents”. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry 31: 318-327.

 

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